Collezioni

REPERTI

I reperti bellici rinvenuti nel territorio comunale offrono una testimonianza vivida e realistica della vita al fronte e delle tecnologie belliche utilizzate dagli eserciti sul medio Piave: svariate tipologie di elmi, caricatori, pugnali, sciabole, borracce, modelli di fucili italiani, francesi, austriaci, inglesi e tedeschi, una sfilza di baionette, distintivi, bombe, granate, fornelli e tanti altri oggetti che danno vita ad una collezione che si arricchisce in modo coerente anno dopo anno.

Per le immagini della collezione rinviamo all’album Flickr del museo.

PEZZI UNICI

I materiali presenti in museo sono stati per la maggior parte rinvenuti nei campi di battaglia del Piave. Essi rappresentano bene la dotazione e l’armamento individuale degli eserciti contendenti schierati. Nota di elevato pregio storico, e quindi di unicità, sono i reperti dell’esercito britannico, prima fra tutti la mitragliatrice leggera Lewis ritrovata dentro le ghiaie del fiume Piave, nei luoghi dove il contingente britannico iniziò l’azione di forza che lo portò a rompere per primo il fronte del nemico e ad attraversare il fiume nell’ottobre del 1918.
Pezzi unici ospitati in questo museo ce ne sono a decine, ma qui vogliamo ricordare, per l’eleganza della forma acquisita, il bastino in legno e tutto il suo carico formato dalle cassette contenenti i nastri di pallottole per la mitragliatrice austro-ungarica Schwarzlose, rimasti sotto le acque del Piave fino agli anni Settanta del Novecento, grazie alla copertura del limo (il limo è un’argilla molto fine che ha impermeabilizzato il legno e i metalli presenti, producendo però una sorta di saldatura dell’insieme, dovuta ad un processo di osmosi tra i le polveri esplodenti dei bossoli e il materiale ghiaioso).
Una importante sezione è dedicata alla logistica dove, tra i resti di carriaggi, fa imperiale mostra di sé un’introvabile officina fabbrile austro ungarica, integra della sua dotazione. Il suo racconto si snoda attraverso la forgia da campo e tutti gli utensili legati a quel lavoro, rammentandoci di come tutto si dovesse riparare nella penuria generale di risorse e di mezzi.
L’artiglieria è presente austera e truce, con decine e decine di proiettili di tutti i tipi e calibri, dai perforanti, devastatori di postazioni sicure, agli schnappel, micidiali falcidiatori delle fanterie all’attacco, alle bombe caricate a gas tossici, sterminatrici di tenaci ma a volte impreparati difensori di trincee.
Rilievo particolare viene dato alle bombe a mano, con una collezione completa della tipologia espressa dall’esercito italiano e austro-ungarico .
Importanti nella didattica bellica sono le bombarde, bomba di grande carico offensivo ideata per distruggere ed aprire varchi nei reticolati. Qui sono in mostra nell’interezza della loro foggia inquietante. Molte volte vengono scambiate per la loro forma aereo-dinamica con bombe da sganciare dall’aereo, dimenticando che gli aeromobili del tempo molto probabilmente non si sarebbero nemmeno alzati in volo con carichi del genere. Questa è una delle rare armi che non subì evoluzioni e che invece fu abbandonata alla fine della guerra per il mutare delle necessità belliche.

LE TECHE

Le teche dedicate agli eserciti austro-ungarico, francese, italiano e britannico mostrano, nella diversità di materiali e uniformi, preparazioni e concezioni diverse nell’affrontare la guerra, sia nei lunghi periodi della battaglia sia nei pochi momenti dedicati alla vita normale, come quelli dedicati ai pasti o alla cura della persona.

ARCHIVIO E BOOKSHOP

L’Archivio documentale e fotografico rappresenta un capitolo importante nel patrimonio culturale del museo. Con l’acquisizione del fondo del prof. Attilio Carcione, ora alcuni libri e pubblicazioni assai rare, originali d’epoca sono a disposizione di ricercatori e studiosi. Cura particolare è stata riposta nella cartografia militare, attualmente non consultabile, ma in progetto di digitalizzazione.
Un aggiornato bookshop è l’opportunità per scoprire le novità editoriali nell’ambito della Grande guerra.